giovedì 21 aprile 2011

La forza "RICONCILIATRICE" della PASQUA. Lettera per la Pasqua 2011 di Monsignor Luigi Moretti.


Cari fratelli e sorelle,
il cammino che la Chiesa compie in preparazione alla Pasqua di Risurrezione fa rivivere, momento per momento, i passaggi più decisivi della storia che abbiano mai riguardato l'umanità; la storia della salvezza nei riti della Settimana santa è rappresentata in tutta la sua drammatica ma anche folgorante bellezza.
Il sepolcro vuoto è l'immagine, forte e avvincente, della vittoria sulla morte realizzata dalla redenzione, operata da Cristo Salvatore. Da quel momento niente è più come prima e tutta la vicenda umana ha conosciuto così il suo "punto e a capo". Un atto di amore – di estremo amore – consumato sulla Croce, per obbedienza alla volontà del Padre, ha radicalmente mutato non solo il corso della storia, ma la stessa condizione dell'intera umanità, riscattandola dalla condanna del peccato. Cristo ha come aperto, una volta per sempre, nell'esistenza dell'uomo, l'orizzonte nuovo della riconciliazione. L'intera storia della salvezza può essere, infatti, raccontata come una storia di riconciliazione, di un patto prima infranto e poi ricomposto.
Nella stupenda immagine michelangiolesca della creazione, Dio sfiora con il dito l'uomo; nella Pasqua, in una certa misura, quel contatto assume la forma irrevocabile di un abbraccio. Dio creatore, per mezzo dell'Unigenito, offre al mondo la sua riconciliazione. Questa offerta non si è spenta sulla Croce. Il legno sempreverde della redenzione trova nella Pasqua il sigillo dell'eternità.
Vorrei che proprio il segno della riconciliazione, accolta e donata, fosse il fondamento del saluto pasquale del vostro vescovo, che – com'è già avvenuto in occasione dello scorso Natale – vuole farsi presente ai fedeli della diocesi e a tutti gli abitanti di un territorio che, quanto più intensamente lo si conosce, tanto più si riesce a coglierne valori e risorse talvolta ineguagliabili.
La benedizione nelle case rende concreta la presenza della Chiesa all'interno delle famiglie. Vorrei però sottolineare che il mio augurio, mentre vuol essere un altro passo avanti nella conoscenza reciproca, è soprattutto un invito a riflettere insieme sul significato reale e concreto della riconciliazione, dono del Signore, nella vita ordinaria non solo della nostra Chiesa, ma anche della nostra società.
Abbiamo tutti bisogno di creare rapporti nuovi e di elevarne il tono.
Anche in una comunità come la nostra, (almeno in parte) ancora a misura d'uomo, si avverte spesso, e talvolta in forma più acuta proprio in occasione delle festività più importanti, un senso di smarrimento e di spaesamento.
Il carico dei problemi, che la vita quotidiana impone, è sempre più pesante. Le spalle di chi è già debole continuano a piegarsi. La crisi dell'economia, a livello internazionale, non è una realtà lontana, ma si rende presente nei molti disagi che si riversano sulle famiglie: la mancanza di lavoro per i figli, "cresciuti" - quando va bene – nello stato di una precoce quanto interminabile condizione di precarietà; una rete di assistenza sociale, anch'essa smagliata da troppe ristrettezze; un panorama di inquietudini e di tragedie che scuotono anche "mondi" lontani, che tali non sono dal momento che la globalizzazione e lo straordinario sviluppo delle comunicazioni tendono sempre più a trasformare il pianeta in un unico "villaggio globale".
La terribile catastrofe che ha colpito il Giappone e, quasi a due passi da casa, sull'altra sponda del Mediterraneo, i venti della rivolta dei Paesi del Nord Africa e il fenomeno della migrazione, li sentiamo come eventi che ci appartengono e che, anzi, sollecitano, anche in questo caso, – accanto alla preghiera, alla solidarietà e alla partecipazione – un atteggiamento improntato alla riconciliazione.
Riconciliarsi con l'uomo significa riconciliarsi con tutto ciò che è intorno a lui: l'imprevedibilità di un rovinoso terremoto sfociato in un ancor più devastante maremoto, reclama, nella sua collera, un rispetto per la natura che continua a venir meno. Il dileggio per i diritti umani e per i bisogni più elementari, sull'altro versante, non fa che segnalare quanto ancora sia tenuto in scarso conto il rispetto della persona.
La riconciliazione, quella che riguarda gli atti più consueti nella vita quotidiana, come pure quella che chiama in causa i grandi temi e i grandi scenari del mondo, non può certo essere vista come un superficiale colpo di spugna capace di cancellare ogni macchia. Quando è autentica essa, invece, nasce da un atteggiamento interiore, quasi uno stato d'animo permanente che si porta dentro e si nutre di valori non effimeri, spendibili nelle grandi o soltanto ordinarie circostanze della vita.
Un cristiano non può vivere senza riconciliazione, anzi aggiungerei, nessun uomo può fare a meno degli orizzonti larghi che essa dischiude.
Vorrei dirvi, con il cuore di pastore, che proprio dagli orizzonti della riconciliazione la vista sui problemi del mondo – perfino sui drammi e sulle tragedie – è tutta diversa, perché non viene mai a mancare, da nessuna prospettiva, quello sguardo che non lascia in ombra la speranza.
Dobbiamo imparare a farci guidare da un atteggiamento di riconciliazione anche nella quotidianità della nostra realtà diocesana e cittadina. Deve essere questo - ci insegna il tempo della Pasqua – il nostro segno di riconoscimento, ma anche, in larga misura, la nostra ragion d'essere, perché nulla esiste nella nostra comunità che non abbia bisogno di un apporto di riconciliazione, a cominciare, forse, dal tessuto sociale, messo a dura prova da incertezze sempre più diffuse.
Un atteggiamento di autentica riconciliazione aiuta a vedere a fondo non solo i problemi, ma anche il cuore nascosto della città: è qui che s'incontra la sofferenza, un dato ineliminabile, e insieme prezioso, della condizione umana. A chi soffre, la nostra comunità, a cominciare dal suo vescovo, non deve mai far mancare la propria vicinanza. Parte viva della nostra Chiesa devono sentirsi i poveri e chi solitamente trova le porte sbarrate. Siamo chiamati ad essere, proprio nel segno della riconciliazione, la comunità dell'accoglienza. Non dobbiamo aspettare che gli esclusi bussino alle nostre porte: abbiamo il dovere noi di cercarli!
La riconciliazione, poi, per noi consacrati, è molto più che un dovere o un semplice stile di vita: è ciò che deriva dal vincolo sacramentale dell'Ordine e dell'Eucaristia che il vescovo, il Giovedì santo, concelebra con tutti i suoi presbiteri.
Senza Eucaristia non c'è Chiesa. Senza riconciliazione non c'è presbiterio.
Questa è - e non può essere altra – la radice del nostro impegno. Proprio da questa verità derivano anche la forza e l'amore per la nostra Chiesa locale e per l'intera comunità civile.
Il mio augurio è che l'incontro con Cristo Risorto possa farci vivere riconciliati con noi stessi, tra di noi e con il creato.
Buona Pasqua!

Il Pulpito

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venerdì 25 febbraio 2011

Oliveto Citra: comitato civico a difesa dell’ospedale

Nei giorni scorsi ad Oliveto Citra è partita un’iniziativa per la costituzione di un comitato civico a tutela del diritto alla salute nel territorio dell’Alta Valle del Sele. L’idea è maturata a seguito del Piano Ospedaliero Regionale che, per l’Ospedale “S. Francesco D’Assisi” di Oliveto Citra, prevede la riconversione in struttura riabilitativa e la chiusura dei reparti chirurgici e dell’emergenza. I promotori dell’iniziativa vogliono sensibilizzare tutti i cittadini richiamandosi al diritto fondamentale alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione.

Nel volantino diffuso in tutti i comuni si legge testualmente: “… Tale articolo, nel sancire la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità atteso che il mantenimento di uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale costituisce oltre che diritto fondamentale per l’uomo, per i valori di cui lo stesso è portatore come persona, anche preminente interesse della collettività per l’impegno ed il ruolo che l’uomo stesso è chiamato ad assolvere nel sociale per lo sviluppo e la crescita della società civile. Pertanto, tutti i cittadini sono invitati ad aderire e a partecipare attivamente per tutelare un proprio diritto costituzionale ed inviolabile quale è la salute.”

I riferimenti provvisori per tutte le informazioni e le adesioni al comitato sono la Parrocchia “S. Maria della Misericordia” con il parroco Don Luigi Piccolo e la Chiesa Cristiana Evangelica con il pastore Dott. Pasquale Gigante.

giovedì 24 febbraio 2011

Congresso diocesano del Movimento Studenti di Azione Cattolica

Il giorno 27 febbraio 2011, alle ore 11,30, nel corso dell'Assemblea Diocesana, il Movimento Studenti di Azione Cattolica vivrà il suo Congresso Diocesano dal titolo "In movimento per la scuola, la città e la Chiesa".
All'incontro prenderanno parte anche Lisa Scognamiglio ed Elena Poser dell'equipe nazionale MSAC, con le quali i ragazzi avranno l'opportunità di fare discernimento in merito alla Riforma Gelmini e di conoscere la posizione dell'Azione Cattolica in materia.

mercoledì 9 febbraio 2011

Incontro su Pier Giorgio Frassati

La Sezione di Salerno del Club Alpino Italiano, in rete con l´Azione Cattolica della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, la Zona Salerno dell´AGESCI, la Brigata Frassati e la neo costituita Sottosezione "Pier Giorgio Frassati" del Consiglio Centrale di Presidenza della Giovane Montagna, ha organizzato per

giovedì 17 febbraio 2011 alle ore 18,00
presso il  Salone  degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Salerno


un incontro sul tema "La sfida educativa della montagna nell´esperienza del beato Pier Giorgio Frassati". L´evento, al quale presenzierà L´Arcivescovo, Mons. Luigi Moretti, vede a confronto realtà associative che vantano Pier Giorgio Frassati tra i propri soci più illustri e considerano, come il giovane beato torinese, la pratica della montagna una preziosa occasione per rafforzare il corpo e lo spirito per un´educazione completa dell´uomo, sia come persona che come cittadino.
In questa occasione Antonello Sica presenterà il libro "In cammino sui Sentieri Frassati" (Editrice AVE), di cui è curatore.

giovedì 20 gennaio 2011

Mons. Moretti ad Oliveto Citra

Domenica 23 gennaio, alle ore 17.30, Mons. Luigi Moretti, Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, sarà in visita pastorale ad Oliveto Citra.

lunedì 3 gennaio 2011

“L'ULTIMO VIAGGIO DI PAOLO”

Convegno di studi paolini organizzato dalla Diocesi di Pozzuoli

con la collaborazione della
Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale
sezione “San Tommaso d’Aquino” di Napoli

con il patrocinio del
Pontificio Consiglio per la Cultura
e l'Associazione Nazionale Archeologi

Pozzuoli (NA) 17-19 Febbraio 2011


Paolo di Tarso «brilla come stella di prima grandezza nella storia della Chiesa, e non solo di quella delle origini. San Giovanni Crisostomo lo esalta come personaggio superiore addirittura a molti angeli e arcangeli (cfr Panegirico 7,3). Dante Alighieri nella Divina Commedia, ispirandosi al racconto di Luca negli Atti (cfr 9,15), lo definisce semplicemente «vaso di elezione» (Inf. 2,28), che significa: strumento prescelto da Dio. Altri lo hanno chiamato il “tredicesimo Apostolo” – e realmente egli insiste molto di essere un vero Apostolo, essendo stato chiamato dal Risorto -, o addirittura “il primo dopo l´Unico”» (Benedetto XVI, Udienza del 25 ottobre 2006).
Consapevole della straordinaria eredità che le viene dalla presenza di Paolo, la Diocesi di Pozzuoli – anche per continuare l’impegno e la riflessione iniziati con l’Anno Paolino Internazionale – è impegnata dallo scorso 31 maggio 2010 nelle celebrazioni del 1950° anniversario dell’approdo dell’apostolo che, nel corso del suo ultimo viaggio verso Roma, si fermò nel 61 d.C. in questa città, ospite per una settimana dei “fratelli” che ivi risiedevano, così come riportato nel libro degli Atti degli Apostoli (At 28,13-14). Per dare maggiore risalto a questa celebrazione il vescovo, mons. Gennaro Pascarella, ha indetto un Anno Paolino Diocesano che terminerà il 31 maggio 2011.
Come “grande evento” culturale, anche grazie alla collaborazione di alcuni docenti della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sezione “San Tommaso d’Aquino” di Napoli, la Diocesi ha organizzato un Convegno di studi paolini che avrà luogo a Pozzuoli dal 17 al 19 Febbraio 2011 e si incenterà sul tema “L’ultimo viaggio di Paolo”.
Vuole essere questa una occasione per radunare alcuni dei principali studiosi mondiali della figura e del pensiero dell’apostolo, al fine di condividere i risultati delle ultime ricerche sul tema sia dal punto di vista biblico-teologico che da quelli storico, archeologico e iconografico, senza dimenticare le ricadute concrete che una riflessione sul pensiero dell’apostolo non potrà non produrre sulla pastorale.
I giorni 17 e 18 vedranno i convegnisti radunati nell’Auditorium del Seminario Maggiore mentre la mattina del 19 febbraio i lavori si svolgeranno sul “Rione Terra”, antica acropoli della città greco-romana e luogo che certamente accolse l’apostolo allorquando approdò sui lidi flegrei, normalmente non visitabile a causa di importanti lavori di restauro urbano. Il Convegno terminerà con una visita agli scavi archeologici e alla rinata Cattedrale, l’antico Tempio dei Dioscuri di recente riportato alla luce grazie a un importante progetto di recupero.

Per informazioni e iscrizioni:
Segreteria Convegno Paolino Diocesi di Pozzuoli
c/o Associazione NEMEA
Via N. Fasano, 9 – 80078 Pozzuoli (NA)
Telefax: 081.853.06.26